ANTONIA ZAMPINI: “LA SCUOLA PUNTO ASSISI PALAZZO TRAMANDA UNA TECNICA ANTICHISSIMA DEL NOSTRO TERRITORIO”
Una scuola nata per tramandare nel tempo un patrimonio prezioso legato all’artigianalità del territorio: il punto Assisi, un’antica e raffinata tecnica di ricamo a fili contati, originaria della città serafica e tradizionalmente legata alle clarisse.
Nasce con questa “missione” la Scuola Punto Assisi Palazzo, la cui fondatrice e Presidente, Antonia Zampini, è un vulcano di energia e di idee per far crescere questa realtà, farla conoscere agli altri e diffondere la cultura del ricamo anche alle nuove generazioni:
«Quando ho pensato di fondare questa scuola, la cosa che mi ha motivato di più all’inizio è stata proprio insegnare il punto Assisi, per tramandarlo e non perderlo. Ho cercato le persone che, a mio modo di vedere, erano quelle giuste e, col tempo, devo dire che ho avuto ragione: sono le nostre maestre, che ancora oggi collaborano con noi e con le quali abbiamo fondato questa scuola.
All’inizio ci siamo appoggiati alla Proloco del paese, la Proloco di Palazzo di Assisi e, a questo proposito, faccio sempre un ringraziamento all’avvocato Michele Leonelli perché in quel momento era il vicepresidente. È stato davvero molto sensibile a questo progetto: ha capito quello che avevo in mente e mi ha aiutato molto a entrare nella Pro Loco, tanto che poi sono entrata a far parte anche del Direttivo. Così siamo partiti. Dopo un anno, ci siamo costituiti in associazione perché, nel giro di quell’anno, siamo veramente “volati”!
Era il 2021, subito dopo il Covid: si ricominciava a riaprire e la gente tornava a uscire. Questa era un’idea che avevo da tanto tempo, ma dopo il Covid si è consolidata. Durante quel periodo ho ripreso a fare il punto Assisi e questo mi ha aiutato molto. Per me era un momento particolare, perché avevo problemi personali importanti, quindi il ricamo è stato davvero un grande sostegno».
Dopo la fase iniziale, la Scuola Punto Assisi Palazzo, ha avuto un’evoluzione, ampliando i suoi orizzonti e offrendosi agli altri come “opportunità”:
«Dopo aver aperto la scuola e aver trascorso quell’anno con la Pro Loco, ho sentito quasi la necessità di aprirla anche a categorie più fragili. Abbiamo iniziato la prima collaborazione con La Goccia, a Bastiola, coinvolgendo i ragazzi del centro. Successivamente è arrivata la collaborazione con il carcere di Capanne e, ultima in ordine di tempo, nel 2023 abbiamo aperto anche alle persone sorde, avvalendoci di interpreti.
Devo dire che queste persone mi hanno dato tantissimo. Dico sempre che è più quello che danno loro a noi di quello che diamo noi a loro.
L’obiettivo della scuola è insegnare e, non a caso, andiamo anche nelle scuole primarie, con i bambini delle classi quarta e quinta. Ma lo facciamo sempre con un’attenzione molto forte al sociale e credo che continueremo su questa strada».
Quest’anno la scuola Punto Assisi Palazzo ha compiuto un ulteriore passo: dall’idea di Antonia Zampioni di organizzare qualcosa che restasse nel tempo, è nato un progetto ambizioso e di alto valore artistico e culturale. Questo è infatti un anno molto importante per il comune di Assisi, perché ricorre l’ottocentenario dalla morte di San Francesco. Nel corso dell’intero anno si sono susseguiti numerosi eventi ed iniziative volte a celebrare questa storica ricorrenza e anche la scuola Punto Assisi Palazzo ha voluto omaggiare il Santo Patrono di Assisi e d’Italia con la sua arte, attraverso l’organizzazione di una mostra, il cui cuore pulsante è stato un manufatto, di inestimabile valore, interamente realizzato a mano in punto Assisi e rilegato artigianalmente. Il manufatto riproduce “Il Cantico delle Creature” interamente in punto Assisi.
«Per quanto riguarda la mostra, l’idea è nata nel febbraio del 2022. All’epoca facevo ancora parte del direttivo della Pro Loco e la scuola era già attiva. Partecipai a un incontro nella Sala Cimabue di Assisi, organizzato dall’allora sindaca Stefania Proietti insieme alla comunità francescana, per incontrare le associazioni e le Pro Loco del territorio e raccogliere proposte in vista degli eventi del 2026. Andammo io e Michele Leonelli in rappresentanza della Pro Loco. Uscendo quella sera dalla Sala Cimabue, mi girai verso la Basilica di San Francesco e pensai che, se volevamo partecipare come scuola, dovevamo realizzare qualcosa che, solo a nominarlo, facesse immediatamente pensare a San Francesco. Mi venne in mente una sola cosa: il Cantico delle Creature.
Quella notte dormii poco e la mattina successiva avevo già ben chiaro in mente quello che poi avete visto esposto al Monte Frumentario. L’ho immaginato esattamente così come è stato realizzato.
Naturalmente ci sono state molte difficoltà. A volte ci sono stati anche momenti di confronto tra noi maestre, perché eravamo in quattro e ognuna aveva il proprio punto di vista. Però il progetto di quel manufatto l’avevo concepito in un modo preciso e ho voluto portarlo avanti così, fino alla fine.
Quando ne parlai alle maestre, all’inizio mi presero quasi “per matta”, perché non sapevamo nemmeno da dove cominciare. Così siamo partite dalla ricerca di alcuni disegni che rappresentassero il Cantico.
Quei disegni sono stati un punto di partenza, ma poi li abbiamo modificati e adattati in base a quello che volevamo rappresentare e a ciò che era possibile realizzare con il punto Assisi. Un disegno che funziona sulla carta, infatti, non può essere riportato automaticamente sul tessuto: va reinterpretato. Per questo tutti i disegni del nostro Cantico sono originali, creati da noi. Non si trovano nei libri né altrove.
L’idea è nata tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo del 2022. Abbiamo iniziato a ragionarci e il progetto vero e proprio è partito all’inizio del 2023. La realizzazione ha richiesto quasi tre anni di lavoro.
C’è stato un lungo studio dei materiali, dei fili, dei disegni, dei colori. Alcuni schizzi non funzionavano e sono stati rifatti. Abbiamo valutato come abbinare i colori e, inizialmente, avevamo pensato di mantenere le stesse bande decorative presenti nei manoscritti. Poi abbiamo scelto una soluzione diversa: bande verticali blu e angoli rossi in tutte le pagine, richiamando i colori della città di Assisi. Il fondo, invece, è rimasto sempre di un colore molto chiaro e neutro.
Questi tre elementi ricorrono in tutte le pagine perché volevamo realizzare qualcosa di semplice. Francesco predicava la semplicità, la povertà e l’umiltà: non potevamo e non volevamo creare qualcosa di eccessivo o appariscente. Il nostro obiettivo era rappresentare il Cantico nel modo più fedele possibile, rispettandone il messaggio. Anche la scelta della rilegatura è nata da questa volontà. È realizzata in vera pelle di vitello. Oggi è un materiale considerato pregiato, ma all’epoca era assolutamente normale. Abbiamo cercato di rispettare, per quanto possibile, anche gli aspetti materiali del tempo di Francesco e, intorno a questa idea, abbiamo costruito tutto il resto, cercando di interpretare con il nostro lavoro le parole del Cantico».
La mostra, dal titolo “Punto Assisi, il ricamo racconta”, è stata ospitata all’interno delle sale di Palazzo Monte Frumentario ed è stata un grande successo che ha suscitato interesse e consensi.
Articolata in tre sale, la mostra ha proposto ai visitatori un vero e proprio viaggio attraverso la storia del Punto Assisi, a partire dalle fotografie storiche, passando per i disegni degli schemi di ricamo, fino ad arrivare all’ultima sala dove, in una teca, era stato messo a dimora il Manufatto, svelato al pubblico il giorno del taglio del nastro dell’esposizione.
Presenti all’inaugurazione le massime autorità regionali e comunali, oltre alle maestre della scuola Punto Assisi Palazzo e a coloro che hanno partecipato al concorso “un cuscino per Francesco”.
Una giornata di grandi emozioni: «La mostra che abbiamo organizzato è stata, in verità, un’emozione continua. Ci sono stati tanti momenti significativi, ma direi due in particolare. Il primo è stato quello della presentazione del libro, quando abbiamo tolto il telo rosso e blu dal manufatto e l’abbiamo sfogliato. È il momento in cui lo mostri a tutti e, naturalmente, un po’ di incertezza c’è sempre. Però, per noi, è stata una cosa talmente emozionante e importante che abbiamo quasi avuto la presunzione di essere tranquilli, perché quello che dovevamo fare è stato fatto. Le persone hanno lavorato davvero tutte con grande professionalità, ma anche con grande sentimento. E questo è molto importante, anche se non è facile da mostrare.
Quando c’è stato lo svelamento del manufatto è stato un momento molto emozionante e poi quando è arrivata anche la Presidente della Regione, che ci ha detto che vorrebbe portare il nostro manufatto a Palazzo Donini come testimonial degli eventi del 2026 e anche dell’ottocentenario, per noi è stata, ovviamente, una grandissima soddisfazione.
Da lì sono arrivate anche altre soddisfazioni, perché ci hanno chiesto di portare il manufatto anche in altri luoghi e di partecipare ad altre iniziative. Non solo il manufatto principale, ma anche gli altri lavori. Devo dire che abbiamo avuto un grandissimo riscontro».
In questo momento la mostra è a Cannara, dove rimarrà allestita fino alla fine di luglio e per la festa della cipolla. Anche questo è frutto delle collaborazioni che la scuola Punto Assisi Palazzo ha attivato.
«Perché proprio Cannara? La mostra è lì perché, non proprio all’inizio del progetto, ma a metà del percorso, è nata una collaborazione con il Comune di Cannara. L’inverno scorso abbiamo donato loro anche una riproduzione di San Francesco con gli uccelli, perché, come sappiamo, a Cannara è stato riqualificato Piandarca, il luogo dove San Francesco fece la predica agli uccelli. Da quella donazione sono nate altre iniziative.
L’idea è nata mentre stavo andando proprio a Cannara per accordarmi sulla donazione di quel San Francesco. Passando davanti al municipio ho visto una piastrella dipinta, fissata sul muro, realizzata per l’Infiorata verticale. Salendo le scale ho detto al sindaco e all’assessore: “Noi potremmo realizzare un pannello ricamato, ispirato all’Infiorata, come quello, magari removibile oppure anche fisso”. È così che è nata questa collaborazione. Ricordo che il sindaco mi disse: “Ma chi le ha detto che noi facciamo anche l’Infiorata verticale?”. E io risposi: “Nessuno, è semplicemente un’idea che mi è venuta”. Così il progetto è partito e poi l’abbiamo realizzato.
In mostra, a Cannara, c’è praticamente tutto quello che era esposto al Monte Frumentario, escluse le due tovaglie: una destinata all’altare della Cappella del Transito e quella del Sacro Convento. Quelle ormai le abbiamo donate ai rispettivi frati, quelli di Santa Maria degli Angeli e quelli del Sacro Convento di Assisi, quindi non è possibile spostarle. Per il resto c’è tutto».
Archiviata con successo la mostra a Palazzo Monte Frumentario, e con l’esposizione a Cannara ancora in corso, si guarda avanti, con nuove idee e progettualità, per continuare a tramandare la cultura del Punto Assisi, in fondo, è proprio questa la “missione” della scuola fondata da Antonia Zampini:
«Per quanto riguarda i progetti futuri, ce ne sono molti. Intanto riprenderemo i corsi, sia nella nostra sede sia nella scuola primaria. Inoltre, stiamo già pensando al progetto per il 2027, che è attualmente in fase di progettazione.
Ci hanno chiesto anche di avviare altre collaborazioni, ad esempio a Bevagna. Con il Comune di Cannara continueremo sicuramente a collaborare e non è escluso che saremo presenti anche al museo durante la Festa della Cipolla.
In verità avrei anche un altro progetto in mente, ma per il momento preferisco non parlarne. Devo ancora contattare le persone interessate e vedremo che cosa nascerà».
Una delle novità più importanti è che il manufatto ha ottenuto il brevetto, un riconoscimento che attesta e certifica l’indiscussa qualità e originalità dell’opera: «Per quanto riguarda il manufatto del Cantico delle Creature, abbiamo ottenuto anche il brevetto. Quando il manufatto non sarà utilizzato per esposizioni, verrà collocato nella Sala degli Stemmi del Comune di Assisi.
Il brevetto lo abbiamo richiesto alla Camera di Commercio e ci è stato concesso per cinque anni. Consiste nel fatto che il manufatto è tutelato dal copyright e non può essere riprodotto senza autorizzazione. Come per qualsiasi altra idea brevettata, la concessione per un’eventuale riproduzione spetta a me, perché il brevetto è intestato a mio nome.
Tuttavia, insieme alle altre maestre, abbiamo deciso all’unanimità che la proprietà del libro e del manufatto appartiene all’associazione e alla Scuola Punto Assisi. Di conseguenza, qualunque decisione il direttivo voglia prendere dovrà comunque avere anche la mia firma, perché l’idea originaria è mia. Senza il mio consenso non possono essere autorizzate riproduzioni, vendite o altre iniziative».
consapevolezza di aver realizzato un qualcosa di veramente grande e che resterà per sempre?
«Sì, c’è stato un momento in cui ho pensato che avevamo realizzato qualcosa che sarebbe rimasto nel tempo, qualcosa che avevamo fatto per omaggiare la città di Assisi e, soprattutto, San Francesco.
È successo dopo aver allestito la mostra. La mattina sono arrivata da sola, ho aperto il Monte Frumentario e mi sono trovata all’interno della sala, proprio davanti al libro. Ho fatto un giro per controllare che fosse tutto al suo posto e, in quel momento, ho realizzato davvero quello che avevamo fatto. Eravamo così vicini al Sacro Convento e alla tomba di San Francesco. Mi sono affacciata a una delle finestre e ho visto la cupola di Santa Maria degli Angeli. Ero proprio davanti alle tovaglie destinate alla Basilica e alla Porziuncola e lì ho pensato che eravamo riusciti a realizzare qualcosa di veramente concreto, qualcosa che non sarebbe passato, che non si sarebbe esaurito con la chiusura della mostra, ma che sarebbe rimasto.
Tutti i manufatti sono stati bellissimi, compreso quello delle Suore di San Quirico, ma trovarsi davanti a quel libro, sfogliarlo e pensare che sarebbe diventato un’opera destinata a rimanere nel tempo mi ha fatto sentire davvero molto orgogliosa di me stessa e delle mie maestre. Nonostante le difficoltà che abbiamo incontrato, siamo riuscite a raggiungere un risultato che considero di valore eccezionale. Non lo dico per presunzione, ma perché sappiamo quanto abbiamo lavorato e come lo abbiamo fatto.
Noi abbiamo lavorato pensando soprattutto a San Francesco, più che alla città di Assisi. Certo, abbiamo inserito anche elementi che richiamassero la città, ma il nostro vero obiettivo era celebrare questo centenario.
Abbiamo avuto l’opportunità di poter esserci, e per noi è stata davvero una fortuna. Abbiamo avuto anche la fortuna di avere accanto molte persone che ci hanno sostenuto. Fra tutte, devo citare Veronica Cavallucci, che ci ha dato un aiuto davvero importante. Per questo desidero ringraziarla: è giusto dirlo. Tutta l’amministrazione ci è stata vicina, ma lei in particolare. In quel momento ho davvero pensato che avevamo raggiunto un risultato bello, importante e destinato a durare nel tempo. Soprattutto, credo che siamo riusciti a celebrare questo centenario nel migliore dei modi, per quelle che erano le nostre possibilità. È stata una grandissima soddisfazione e una grandissima emozione».
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