Luca Sargenti creatore, direttore artistico della Compagnia teatrale Accademia Creativa uno spazio fisico dell’anima
Grandi traguardi e grandi successi nazionali e internazionali non dimenticando mai che nell’arte come nella vita l’amore chiama amore.
Luca Sargenti creatore, direttore artistico della compagnia teatrale Accademia Creativa che racchiude lo spazio fisico dell’anima. Grandi traguardi e grandi successi nazionali e internazionali non dimenticando mai che nell’arte come nella vita l’amore chiama amore
Luca, per raccontare i tuoi inizi, il tuo sogno diventato arte, vorrei partire da questa frase “La fame va e viene ma la dignità una volta persa non torna più“.
Questa è una frase che abbiamo messo anche in uno spettacolo teatrale “Il prete volante”, uno spettacolo che racconta la straordinaria vita di Don Abdon Menicali, un prete vissuto nell’Umbria dell’Ottocento, precisamente a Todi. Noi abbiamo fatto un percorso molto preciso. Io vengo da una formazione a bottega, di teatro a bottega. Uno dei miei primissimi insegnanti, Luciano Falcinelli mi ha fatto conoscere un teatro pratico, molto pragmatico. Per fare arte ci devi poter vivere. Si possono fare tanti piccoli compromessi sul lavoro, sulla fatica, ma mai sull’anima di quello che tu vuoi fare. Mano a mano che siamo cresciuti tanti si sono avvicinati e tanti si sono allontanati da Accademia Creativa. Tante persone sono arrivate e preso qualcosa che hanno provato a copiare, senza mai riuscirci. E questo un giorno l’ho tradotto in una frase: signori, questa è una questione di dignità, guardate che la fame va e viene, la dignità una volta persa non torna più e questo mestiere è finito. Questa professione si basa su un’anima che devi preservare. E’ una forma d’amore. L’amore tutto, in ogni forma, non è automatico, va coltivato come qualcosa di estremamente fragile, vale nelle coppie come nella vita. Anche quando ci sono giornate in cui devi sforzarti per accendere questa fiamma che trema, che sembra fredda e spenta. La dignità di quello che tu vai a fare è tutta lì.
Dietro ad ogni grande impresa c’è la persona con il suo carisma, le sue possibilità ma anche la sua forza
Il mio è un percorso denso di persone che veramente mi hanno dato le basi, parto come teatro di parola con Luciano Falcinelli, questo maestro che mi ha fatto innamorare del teatro quando avevo 19 anni. Con lui abbiamo lavorato, lavorato, lavorato, poi ho incontrato la commedia dell’arte con Francesco Faccioli che mi ha fatto conoscere la Maschera di Pulcinella.
Conosciuta la maschera abbiamo lavorato con un insegnate russo Gennadij Bogdanov, con la biomeccanica teatrale, poi l’Atmo che mi portava a fare dei spettacoli di piazza che avevano una grandissima, stranissima caratteristica, erano corali, non c’era l’attore. Paradossalmente quasi chiunque poteva prendere una parte e portarla in scena. Avevo notato la capacità di raccontare storie senza parole. Quando abbiamo iniziato a costruire qualcosa da zero io avevo bisogno di persone che sapessero fare tante cose, recitare, recitare in maschera, cantare, saltare, ballare, eravamo intorno al 2010. Così ho aperto una scuola che si chiamava proprio Accademia Creativa grazie anche al socio che ancora è qui, Stefano Stinchi, fu un boato di iscritti. Insegnavamo trampoli, maschere, c’erano docenti, io avevo una grande parte didattica. Quando insegni impari. Con Accademia Creativa si è creato un nucleo di persone, insieme a mia moglie Simona Torroni che è il sessanta per cento delle nostre attività, Mara Briziarelli un’anima forte che entrò come allieva e poi ci ha dedicato la vita come Sonia Bozzi, una ballerina di danza area che io chiamai ad insegnare, Simona Solfrini che aveva 10 anni, oggi 23 e fa parte di noi, della nostra compagnia.
In questo pragmatismo teatrale dove hai un’idea molto chiara di quello che vuoi dire, molto precisa, hai un mercato al quale rispondere
Čechov diceva “tu puoi dire la cosa più bella del mondo ma se non c’è nessuno che ascolta…”, per questo abbiamo differenziato facendo teatro per ragazzi, qualche giorno fa eravamo a Spoleto con il Prete volante, un’opera molto bella per ragazzi, estremamente curata. Facciamo Tarantella di Pulcinella per ragazzi. Facciamo teatro in maschera per adulti. Pulcinella cornuto immaginario. Io porto una maschera ormai da tanti anni. Facciamo spettacoli itineranti di immagini, spettacoli per eventi aziendali, spettacoli per eventi privati e poi facciamo i nostri grandi spettacoli che sono La tempesta, Prometeo e Don Chisciotte di cui sono anche il regista, immagini che nascono in me da quando avevo 15 anni.
Accademia Creativa è tutto questo ma anche di più?
Noi abbiamo una struttura di danza aerea molto particolare, una struttura realizzata da Giuseppino Felicioni nel 2005 una persona di un rione che dopo il lavoro è venuto a costruire una cosa che ancora oggi è una struttura portante. Questo per dire che l’amore chiama amore, di là, proprio in questo momento c’è uno scenografo Dino Piccini che sta lavorando con noi solo per il piacere di farlo. Dietro ad Accademia Creativa c’è la dignità.
Quello che mi ha sempre colpito nella vostra arte è la genialità, la creatività ma soprattutto l’innovazione
Questo è quello che ti dicevo prima, unire questo percorso.
Nell’arte di strada spesso vediamo l’utilizzo del fuoco, un elemento performativo, c’è un giocoliere che riesce a lanciare in aria otto clave di fuoco oppure c’è un artista che utilizza le bolas, così vedi una performance, io passando da Falcinelli alla commedia dell’arte, all’Atmo, ho immaginato di andare in una piazza con delle persone davanti e anziché fare una performance, raccontare delle storie teatrali complesse tipo La tempesta di Shakespeare riadattata a quello che vogliamo dire noi. La Tempesta che noi portiamo in scena parla proprio di questo ruolo del teatro di strada a immagini. Ariele e Calibano si ribellano a Prospero, ad un teatro troppo manieristico che il pubblico fatica a capire e lo semplifica rendendolo visivo, per portarlo a tutti. Uno spettacolo ci ha permesso di farci conoscere in tutta Italia. Questo è anche il nostro messaggio finale – interviene Simona- il teatro è per tutti, è di tutti, senza mai rinnegare il passato. Quello che è stato lo portiamo nei nostri giorni, il teatro si è evoluto ma l’essenza l’archetipo rimane nel parlare alla gente. Il rispetto per il pubblico è arrivare a tutti. I nostri spettacoli sono fruibili dal bambino di due anni ai nonni. Appena dopo la pandemia molte persone si sono avvicinate al teatro. C’è stata una finestra temporale dove abbiamo ripreso le nostre attività e non dimenticherò mai una persona anziana che con le lacrime agli occhi ci ha detto grazie. Nel premio preso a Mercantria ci hanno definito il ponte tra il passato e il futuro.
Tutto questo vi ha portato anche su palcoscenici internazionali?
In qualità di esperto di commedia dell’arte sono stato invitato nella prestigiosa residenza artistica francese del celebre clown russo Vjačeslav Ivanovič Polunin, noto al mondo come Slava. Un riconoscimento molto importante per noi, una collaborazione che continua
Arriviamo ad oggi, a questa bellissima nuova struttura che racchiude la vostra anima
L’8 novembre abbiamo inaugurato il nuovo spazio della compagnia teatrale Accademia Creativa a Bastia, in Via degli Olmi. Noi siamo in divenire, ci muoviamo passo passo spinti non solo da eventi di necessità ma di passione. Una sede dove poter realizzare prove aperte di musica, recitazione, dove fare cultura, presentazione di libri, che si può affittare anche per compleanni. Dopo averlo acquistato, si è ricreato quello scambio di amore di cui parlavamo prima, tante persone ci hanno dato una mano, volontariamente, solo per il piacere di farlo. Durante l’inaugurazione le guardavo tutte, cercavo di ringraziare singolarmente non solo per quello che hanno fatto ma per come lo hanno fatto e quanto ci hanno dato.
Questo è un mestiere meraviglioso e sai come riconosco i professionisti? Dalla paura, dal senso di inadeguatezza.
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