SOLIDARIETà E ARTISTI “A KILOMETRO ZERO”: IL DIRETTORE ARTISTICO LAMBERTO BISOGNO RACCONTA “IL VIAGGIO”
Il titolo “Il Viaggio” nasce perché ogni edizione, doveva essere un percorso. Un percorso musicale dove ogni anno, ogni puntata avrebbe avuto un tema diverso.
Sabato 11 aprile andrà in scena sul palco del teatro Lyrick la nona edizione di un appuntamento che è ormai entrato nel cuore del pubblico. Quest’anno è alla sua nona edizione “Il Viaggio”, non un semplice concerto, ma un vero e proprio progetto, cresciuto e consolidatosi negli anni. Un progetto che fin dalla prima edizione, si è posto come obiettivo quello di raggiungere, attraverso la musica, un fine solidale di aiuto concreto rivolto al territorio, quel territorio che è parte imprescindibile e rappresenta la natura stessa dell’evento. Si avvicina l’anno del decennale, e pensare che tutto è cominciato da una semplice idea, ambiziosa sì, ma che nella visione del Direttore artistico, Lamberto Bisogno, aveva un’enorme potenzialità. E il tempo gli ha dato ragione.
Come nasce “Il Viaggio”?
L’idea nasce nella fine del 2014 nell’ambito dell’Abraxas Band; propongo ai ragazzi uno spettacolo in grande stile. Con la band venivamo da spettacoli di piazza, noi eravamo una “tribute band” di Carlos Santana, quindi di eventi, più che altro estivi, nelle piazze, ne avevamo fatti diversi per cui ho pensato “ma perché non organizziamo uno spettacolo il cui ricavato possiamo devolvere in solidarietà?” In effetti ho incontrato molte resistenze da parte dei colleghi dell’Abraxas, perché secondo loro era un progetto non facilmente realizzabile, e poi far venire la gente ad ascoltare l’Abraxas in un teatro da oltre 900 posti era un’impresa ardua. E lì mi venne l’idea di associare il nostro concerto, il tributo a Carlos Santana, con altre attività. Insieme ad Antonello Sterlini, Presidente dell’Associazione per le cure palliative “Con Noi” di Santa Maria degli Angeli, che sposò subito l’iniziativa e insieme all’associazione “Sei de j’Angeli se”, organizzammo la prima edizione. Lui propose un trio comico di Zelig di quegli anni e in quell’occasione facemmo un tributo a Carlos Santana e invitammo anche uno dei più grandi armonicisti italiani che abbiamo, Gianluca Littera, fratello del nostro percussionista Rodolfo. Fu un’esperienza straordinaria, non facemmo naturalmente sold-out, ma finalmente riuscii a far valere le mie ragioni. Da lì decidemmo di continuare, mantenendo fermo il fine della solidarietà, ma invitando artisti del luogo, perché io avevo questa idea fissa da sviluppare che era “solidarietà e artisti a kilometro zero”: ci sono talmente tanti artisti qui, dei quali molti ignorano anche l’esistenza, che ho pensato “perché non chiamarli”? Da lì abbiamo fatto una serie di eventi, a partire dal primo, nel febbraio 2015.
Come nasce il nome di questo evento, perché “Il Viaggio”?
Il Viaggio nasce perché ogni edizione, doveva essere un percorso. Un percorso musicale dove ogni anno, ogni puntata dovesse avere un tema diverso. Il primo si intitolò “Il Viaggio”, generico, il secondo “Il Viaggio… nel cuore della musica”, e lì facemmo un concerto un po’ misto tra classica, musica d’autore, musica leggera. Lì per la prima volta chiamammo un quartetto d’archi con un tenore, Claudio Rocchi, e facemmo un secondo concerto a favore della onlus “Il giunco”.
Dalla seconda edizione iniziano i riscontri e da lì, come si evolve la storia di questo progetto?
Negli anni questo è diventato un appuntamento fisso. Appena svolto, c’è sempre un riscontro, che arriva dai vari contatti che hai, ma anche semplicemente da colui che ti incontra a prendere un caffè e ti stimola dicendo “il prossimo anno sarebbe il caso di fare questo…”. Così abbiamo continuato a valorizzare le risorse umbre, invitando tanti gruppi del territorio, come tributi o come musica varia, tanti anche solisti, cantanti, musicisti, scuole di ballo. E poi il livello musicale è sempre più cresciuto; siamo arrivati a fare anche un’edizione mista “musical e musica” con la compagnia Innuendo, e anche lì fu uno spettacolo straordinario, c’erano musicisti come i fratelli Fanini, e poi abbiamo inserito anche il già bravissimo e super-noto Manuel Magrini… diciamo che in quell’anno ci fu veramente una bella esecuzione sia dell’Abraxas che degli altri componenti.
Dall’idea al successo alla consacrazione….
Sì, in effetti è così, fermo restando che i due punti salienti son rimasti sempre quelli, perché abbiamo sempre fatto solidarietà vera, presentando sempre il conto ai beneficiari e mai invitando per un’esibizione un artista esterno, ma sempre del territorio del perugino o comunque umbro. Anche Antonio Mezzancella, in un’edizione, ha preso parte al nostro progetto come artista umbro, essendo originario di Foligno.
Dalla scorsa edizione la svolta strutturale: nasce “la grande orchestra Il Viaggio”
Questi viaggi, che altro non erano che un’alternanza dei gruppi del territorio, nel 2025, dunque dalla scorsa edizione, si sono trasformati in un’esibizione esclusivamente di un’unica, grande orchestra, supportata dall’Abraxas, dove abbiamo rinforzato i fiati e dove abbiamo aggiunto ben dieci archi tra viole, violini e violoncelli, per formare una vera e propria grande orchestra e questo ci ha consentito di affacciarci a musica più impegnata.
E come musica più impegnata ho scelto la colonna sonora.
Qual è la peculiarità della colonna sonora?
Le colonne sonore naturalmente sono ricche di tanti strumenti, dallo strumento ad arco alla musica moderna con l’uso di sintetizzatori …. Quindi abbiamo fatto questo percorso tra le colonne sonore più belle a partire dal post cinema muto ai giorni nostri. E visto il grande successo riscontrato io non è che ci ho pensato più di tanto per scegliere il tema della prossima edizione che sarà l’11 aprile. Ripeteremo con la stessa formazione, con l’aggiunta di qualcosa negli ottoni, come flauti e corni e abbiamo allargato il numero dei cantanti e spero che sia uno spettacolo gradevole come lo è stato quello precedente. In più c’è una novità che riguarda da vicino il territorio di Assisi.
La città di Assisi, che dalla prima edizione ospita l’evento nella prestigiosa e iconica cornice del teatro Lyrick, sta vivendo un’annata storica, legata all’VIII centenario dalla morte di San Francesco. Una ricorrenza, che sabato 11 aprile sarà sul palco, attraverso la musica. In che modo?
Quest’anno abbiamo invitato il coro Aurora, voci bianche e femminile di Bastia Umbra, per omaggiare l’ottocentenario con il tipico brano “Fratello sole, sorella luna” che sarà eseguito proiettando l’omonimo film di Franco Zeffirelli. Poi ci sarà un duo famoso chitarristico, “Musica Muta”, ma non rivelo altri dettagli perché sarà una sorpresa. Ci saranno anche altre sorprese che riguardano arrangiamenti particolari su brani noti, colonne sonore note al grande pubblico, con formazioni particolari, quindi quest’anno, come lo scorso anno, belle sorprese, che speriamo saranno apprezzate.
Quando inizi a progettare un nuovo Viaggio, ricevi subito un sì come risposta dagli artisti che contatti? E come nasce la struttura artistica e la scaletta dell’evento?
Il Direttore artistico secondo me deve avere una dote, che poi non è una dote: io mi metto sempre dalla parte dell’ascoltatore, non giudico mai un brano come lo fa un vero musicista (un bell’assolo, un bel ritornello) io penso, ascoltando un brano, se può essere gradevole per un ascoltatore comune, perché il fine è quello. Un musicista, se potesse, suonerebbe solo quello che piace a lui e che per la gran parte percentuale non è quello che condivide l’ascoltatore, questo è ormai noto. Per questo io mi metto dalla parte dell’ascoltatore. Che cosa faccio: scelgo un ventaglio di brani, intorno ai cinquanta, e comincio a selezionarli. Quando sono arrivato a venti. venticinque, raduno i musicisti più stretti, come quelli dell’Abraxas, con i quali io mi confronto e scegliamo. Da lì selezioniamo i cantanti adatti per quei brani e aggiungiamo qualcosa che potrebbe essere il balletto, un monologo, per arricchire lo spettacolo. E poi la cosa principale: cercare di capire quali strumenti possono fare quel ritornello, come deve essere composto il palco… quindi l’organizzazione generale alla quale penso sempre io. Poi, una volta individuati i brani, fatti gli arrangiamenti, scritte le parti, il problema è iniziare a provare prima con la sola ritmica, quindi sette, otto persone, poi da otto aggiungiamo i fiati. Poi quando siamo tutti pronti, facciamo due prove generali e poi subito lo spettacolo! Non abbiamo tempo per preparare lo spettacolo come fanno tutti il giorno prima o due giorni prima direttamente sul palco del teatro, quindi il sabato arriviamo e facciamo le prove, ma non tutto lo spettacolo dall’inizio alla fine.
Fin dalla prima edizione il Viaggio ha preso vita insieme all’associazione “Sei de j’Angeli se” che è parte attiva dell’organizzazione. Nel corso di 8 edizioni le realtà del territorio a cui sono stati devoluti i fondi raccolti sono state: l’associazione Con Noi, Il giunco, il Centro Pace di Assisi, la Fondazione Loreti, l’ospedale di Assisi, la casa di riposo Andrea Rossi di Assisi, l’associazione Punto Rosa, l’AUCC e l’associazione Vi.va.
Quest’anno l’intero ricavato della serata dell’11 aprile sarà devoluto al Comitato per la vita Daniele Chianelli. Mancano pochi giorni ormai alla nona edizione, ma la mente di un Direttore Artistico, naturalmente, è sempre proiettata avanti.
Cosa c’è in cantiere e qual è il sogno del Direttore Artistico Lamberto Bisogno?
Il desiderio mio, ma anche degli altri, è quello di poter fare qualche edizione estiva perché secondo me è uno spettacolo che potrebbe funzionare. Io il più bel complimento che ho ricevuto è stato dal mio medico, di cui non faccio il nome, ma è un grosso esperto di musica, e lo incontro sempre ai concerti, qualsiasi concerto. Viene ad ogni edizione del Viaggio e lo scorso anno mi ha fatto il complimento più bello dicendo “quando uno acquista un biglietto per un evento organizzato da personaggi della zona, per solidarietà, pensa sempre al ‘concertino della parrocchia’. E invece poi va, come in questo caso, a vedere un’orchestra di quaranta elementi con le colonne sonore, fatto in maniera più che professionale e rimane allibito”. Questo credo che sia il più bel complimento che uno possa ricevere e che naturalmente ti fa dimenticare tutti gli sforzi perché di lavoro ce n’è davvero tanto. È impegnativo, però dopo, le soddisfazioni che ti vengono, ti fanno passare tutto e sapere che tu stai lavorando perché poi dopo magari il Chianelli riceve una struttura da poter allestire per i bambini ricoverati che possono l’estate stare fuori e giocare in santa pace, visto che non possono stare a contatto con altri bambini, è la cosa più bella che uno possa desiderare, quindi ben venga! Io vorrei vivere altri centocinquant’anni per ogni anno organizzare un “Viaggio.
Il prossimo anno faremo la decima edizione e stiamo già lavorando per un viaggio… da fuochi d’artificio!
Di Elena Ballarani
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