A.S.D. Angelana, una famiglia che cresce: intervista al direttore generale Simone Tarpanelli
Quella maglia è un pezzo della storia del nostro territorio è un simbolo e portarla avanti per noi è motivo di orgoglio.
Per Simone Tarpanelli, essere uno dei dirigenti dell’Angelana significa mettere in campo passione, sacrificio e senso di responsabilità. “Dietro l’Angelana lavora un gruppo di persone straordinarie, magari non sempre visibili, ma ognuna di loro mette un pezzettino di sé per far crescere questa società.“
1. In che modo l’Angelana Calcio diventa un luogo di aggregazione per i giovani?
L’Angelana è un’associazione sportiva dilettantistica del territorio, nata con l’idea di far crescere i giovani, farli stare insieme e tenerli impegnati, lontano dalla strada.
Questa società esiste dal 1930 e da sempre ha puntato sul settore giovanile.
Crediamo tantissimo nel territorio, nell’aggregazione e in quei valori sportivi e umani su cui si basa tutto il lavoro della nostra dirigenza.
L’Angelana vuole essere un punto di riferimento, un luogo dove i giovani possano crescere, formarsi e stare bene.
Noi dirigenti ci sentiamo i primi responsabili di questo percorso: vogliamo che i ragazzi crescano con principi solidi e valori veri, ma soprattutto che crescano sul lato tecnico e sportivo.
Il nostro obiettivo è proprio questo: fare educazione attraverso lo sport.
Ci piacerebbe che ogni ragazzo che passa da noi si sentisse parte della società e parte della nostra grande famiglia. L’appartenenza alla squadra e al territorio è tutto: è lo spirito dell’Angelana ed è quello in cui noi crediamo davvero.
2. Quali sono le origini di questa associazione e come si è evoluta nel corso degli anni?
Noi arriviamo da una storia lunga. L’Angelana, come detto prima, è nata tanti anni fa, io non ero nemmeno nato!
Si parla 1920 e il 1930, ma ufficialmente ci chiamiamo A.S.D. Angelana dal 1930.
Da quegli anni sono passati tanti giocatori e dirigenti però una cosa è rimasta sempre la stessa: i colori giallorossi.
Quella maglia è un pezzo della storia del nostro territorio, è un blasone, un simbolo e portarla avanti per noi è motivo di orgoglio, ma anche di grande impegno.
L’Angelana è conosciuta non solo a livello locale, ma anche a livello nazionale e questo ci rende ancora più orgogliosi di rappresentarla.
Il presidente dell’angelana, per molti anni, è stato mio padre. Da quando è venuto a mancare, ho deciso di prendere in mano le redini insieme al gruppo dirigenziale che da quasi venti anni è al fianco della società.
Nel 2004 abbiamo subito una retrocessione. Da lì non ci siamo abbattuti, abbiamo reagito e siamo riusciti a rialzarci e a far rinascere l’Angelana..
Attualmente la nostra associazione conta circa 320 ragazzi. Tra le varie novità, dallo scorso anno, abbiamo una squadra che partecipa al campionato DCPS (divisione di calcio paralimpico sperimentale): per noi è un traguardo bellissimo.
Da quest’anno abbiamo anche l’Under 21, la nostra Next Gen, che partecipa al campionato di Seconda Categoria.
3. Qual è il legame tra l’associazione e il territorio?
Santa Maria degli Angeli rappresenta il nostro territorio ed è il nostro punto di riferimento. Inoltre, sarebbe bello se tutte le associazioni del territorio potessero essere più coinvolte, magari lavorando insieme.
Noi, per esempio, collaboriamo molto anche con la parrocchia di Santa Maria degli Angeli.
Ci aiutiamo a vicenda e ci sosteniamo nelle varie iniziative.
Tra le varie attività da noi organizzate troviamo il “Trofeo Città di Assisi”, un torneo che nasce grazie alla collaborazione con la parrocchia di Santa Maria degli Angeli.
4. Nel mese di maggio si è tenuto il Trofeo Città di Assisi. Cosa rappresenta questo evento per Assisi e l’associazione?
Il Trofeo Città di Assisi è un progetto pensato per stare vicino ai ragazzi, per trasmettere loro valori veri, quelli che noi per primi vogliamo trasmettere ai nostri figli.
Per noi questo torneo è davvero un orgoglio e una grande vetrina. Rappresenta un po’ il culmine della stagione.
Il Trofeo Città di Assisi nasce dall’idea di Padre Stefano Albanesi. Questo evento è conosciuto a livello nazionale e ogni anno riceviamo moltissime richieste, anche dall’estero. Purtroppo, per motivi organizzativi, possiamo ospitare al massimo dieci squadre, perché le ospitiamo tutte noi: è un impegno grande, ma anche una bellissima esperienza.
Il Trofeo città di Assisi si svolge in tre giornate. In questi tre giorni si vive davvero un clima unico: c’è la presentazione delle squadre, le partite e l’aspetto educativo e umano che per noi è fondamentale. La parte più bella, infatti, è proprio quella: insegnare ai ragazzi che lo sport non è solo risultato, ma è anche valore, rispetto e crescita personale.
Nella prima giornata organizziamo un percorso speciale, che include la visita alla Basilica di San Francesco, una passeggiata per Assisi e un momento di incontro nelle sale della chiesa, dove premiamo alcune persone che hanno dato tanto al calcio giovanile. Durante la passeggiata per Assisi, invece, spieghiamo ai ragazzi anche il significato del loro cammino, cosa rappresenta davvero questa esperienza.
La serata poi si conclude con la presentazione delle squadre, un momento bellissimo
in cui siamo tutti insieme, in un clima di festa e condivisione. Naturalmente c’è la parte competitiva, ma anche tanta allegria e spirito sportivo.
Gli altri due giorni, invece, sono dedicati alle gare vere e proprie.
Il torneo si svolge con due gironi da cinque squadre, una formula semplice ma molto partecipata.
5. Visto il successo dell’evento e la risposta positiva della comunità assisana, soprattutto dei giovani, è in progetto un piano per il futuro per coinvolgere e saldare ancora di più il legame tra i giovani, lo sport e la chiesa?
Certamente, per il futuro ci piacerebbe coinvolgere ancora di più i giovani, rafforzando, così, il legame tra sport, territorio e Chiesa.
Si può sempre fare di più, certo,però anche i costi sono importanti, perché le squadre sono tutte ospitate da noi.
Ma già così siamo orgogliosi di quello che facciamo: il Trofeo Città di Assisi è uno dei tornei giovanili più importanti d’Italia e permette ai ragazzi di vivere un’esperienza diversa, lontana da quello che spesso vediamo nel calcio di oggi.
Vogliamo mandare un messaggio positivo: che lo sport può essere un luogo sano, dove si cresce, si impara e si sta insieme, lontani da eccessi, pressioni e proteste.
Già alla loro età, questi ragazzi possono capire che il mondo può essere diverso se lo si vive con passione, rispetto e voglia di giocare insieme.
6. Avete sogni, progetti o altre iniziative che volete realizzare in futuro per far crescere il nome della vostra associazione?
Piano piano stiamo cercando di mettere a punto tutti i nostri sogni.
Uno dei più grandi è quello di creare un luogo di aggregazione ancora più accogliente, magari uno stadio con una tribuna coperta, uno spazio tipo circolo o bar, dove i giovani possano incontrarsi e stare insieme.
Poi, parlando anche a livello agonistico e calcistico, un altro sogno sarebbe riportare l’Angelana in Serie D.
In questo momento le cose stanno andando bene: la prima squadra è prima in classifica, anche se siamo solo alla nona giornata, quindi è ancora presto per parlare.
Abbiamo numeri importanti e, passo dopo passo, con lavoro e sacrificio, i sogni stanno diventando realtà.
Come già detto, dietro l’Angelana lavora un gruppo di persone straordinarie, magari non sempre visibili, ma ognuna di loro mette un pezzettino di sé per far crescere questa società. È un lavoro di squadra, davvero.
7. Il 25 settembre, in piazza Garibaldi a Santa Maria degli Angeli, si è tenuta la cerimonia inaugurale della stagione 2025/2026 durante la quale sono state presentate tutte le formazioni giovanili dell’Angelana. Perché si è voluta scegliere proprio la piazza?
L’ultima volta che l’Angelana si è presentata in piazza è stato moltissimo tempo fa.
Quest’anno, con la scelta di tornare in piazza abbiamo voluto creare un momento speciale di aggregazione, dove abbiamo ricordato le persone che hanno voluto bene all’Angelana: i vari presidenti, i giocatori, gli speaker, i giornalisti e tutti coloro che hanno contribuito alla nostra storia.
È stato anche un modo per presentare tutte le nostre squadre e i nostri ragazzi e per riportare l’Angelana in mezzo alla gente nel paese in cui è nata.
Vorremmo rafforzare ancora di più questo legame con il territorio entro il centenario della fondazione, perché l’Angelana rappresenta il volto di Santa Maria degli angeli
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