QUANDO UNA PASSIONE DIVENTA UN LAVORO: LE SFIDE DI RIVEROCK
Dalla passione di tre amici per la musica alla nascita di un’Associazione che si è ormai affermata e radicata nel territorio di Assisi ritagliandosi il suo spazio nel panorama dell’organizzazione di concerti ed eventi. Intervista a Gabriele Fabbrizi, dell’Associazione Riverock: non solo Festival, ma appuntamenti tutto l’anno con una proposta sempre più trasversale.
Un progetto, una sfida, un sogno, nato da un gruppo di amici, accomunati dalla passione per la musica e dalla voglia di fare qualcosa per il proprio comune. È iniziato così Riverock, 16 anni fa. Da un sogno sì, ma supportato da idee concrete, dalla giusta ambizione e dall’intraprendenza di chi sa come muoversi in un settore sicuramente non facile, come quello artistico.
E ora, alla chiusura della 14° edizione del Riverock Festival, che ha infiammato la Rocca di Assisi con numeri record – oltre 15mila presenze complessive in cinque giornate che hanno lasciato il segno con un programma di musica, ma anche focus, momenti di riflessione e cultura condivisa – quel gruppo di ragazzi può dire veramente di avercela fatta!
Loro sono Jacopo Cardinali, Daniel Donati e Gabriele Fabbrizi, che si è aggiunto pochi anni dopo entrando in quella che, ad oggi, si è ormai affermata come un’associazione solida, che organizza non solo eventi, ma anche concerti, nel corso di tutto l’anno.
Riverock è infatti sì il nome del Festival di Assisi, ma è anche il nome dell’Associazione che ormai da 16 anni propone al pubblico, partendo dal territorio di Assisi, eventi per tutte le età.
Ce ne parla proprio Gabriele Fabbrizi, che parte dalle origini, sottolineando proprio la forza del “gruppo”: Riverock nasce infatti 16 anni fa (quella che si è appena conclusa è stata la 14° edizione del Festival, considerando i due anni di stop per Covid), da un gruppo di amici. Dalla voglia di portare musica di un certo livello ad Assisi.
Fondamentalmente nasce da una grande passione: dall’amore per la musica e dalla voglia di fare qualcosa di bello per il proprio comune. Inizialmente i motori del progetto erano Jacopo e Daniel, e la loro cerchia di amici. Io piano piano mi sono unito. Siamo stati in grado di realizzare il nostro sogno che è quello di far diventare la nostra più grande passione un lavoro. Tante persone di quel gruppo iniziale sono andati avanti con la loro vita, nonostante ancora siano rimaste dentro il Riverock; tutti gli anni ci vengono ad aiutare e supportano durante l’anno il Festival, però io, Daniel e Jacopo siamo rimasti gli unici tre organizzatori e tutto l’anno ci dedichiamo agli eventi dell’Associazione.
Il Festival è naturalmente la punta di diamante dell’Associazione Riverock, ma gli eventi si articolano poi nel corso dell’intero anno e, stagione dopo stagione, si stanno ampliando in altri territori, segno tangibile che è una formula che funziona ed attrae:
L’Associazione Riverock organizza tutto quello che riguarda il nostro mondo in ambito musicale, tipo i concerti della stagione invernale: lavoriamo in molti comuni, da Perugia a Foligno e Spoleto e diverse location e organizziamo concerti tutto l’anno. Il Riverock festival è il nostro fiore all’occhiello perché lì vedi la nostra identità. Però fondamentalmente il nostro lavoro è quello di organizzatori di eventi e soprattutto di concerti.
Ripercorrendo la storia dell’associazione dalla nascita, è interessante anche capire come questi tre ragazzi abbiano studiato bene il target di riferimento, per portare avanti una sfida non semplice: quella di farsi strada in un settore, come quello degli eventi e della musica, che aveva già le sue connotazioni ed appuntamenti ben radicati nel territorio di Assisi:
La verità è che fondamentalmente noi sì, ci abbiamo pensato: il nostro target non è un target a livello di età, ma a livello di qualità. Scorrendo il calendario delle nostre serate si vede che noi cerchiamo quasi sempre di dare un’impronta nostra, difficile che proponiamo l’artista singolo, ma noi cerchiamo sempre di “vendere” la serata. Venendo al Riverock vivi una serata completa, non un semplice concerto. Sia da quello che vedi dentro l’area e le attività che fai, e poi passando ovviamente per i live che sono la cosa più importante, ma ripeto, nel corso della serata noi ne facciamo sempre tre o quattro tutti di altissima qualità, a volte gratuiti. Poi, per quanto riguarda il target di età, sappiamo benissimo qual è il bacino d’utenza umbro, quindi cerchiamo di variare dal rock al pop al rap, a tutti i gusti musicali possibili, però cerchiamo sempre di mantenere una linea che è quella della qualità: quello che noi riteniamo qualitativamente valido, lo portiamo al Festival.
Nel corso degli anni, partendo dalla base di un apprezzamento del pubblico sempre più in crescendo, i ragazzi dell’Associazione Riverock hanno potuto allargare i propri orizzonti e sperimentare la messa a punto di idee nuove, per offrire occasioni ed “eventi negli eventi” sempre più diversificati. È ciò che è stato fatto per il Festival, che dalla scorsa edizione ha introdotto un secondo palco: un’idea vincente, che quest’anno è stata dunque ripetuta in maniera ancora più strutturata.
L’anno scorso abbiamo deciso di provare un secondo palco, è stato il palco al “Giardino degli Incanti” dove abbiamo fatto dei live, in cui degli artisti si sono esibiti. Quest’anno, per il secondo palco, abbiamo deciso di dargli un nuovo taglio che è quello di “Sottopalco”, dove abbiamo cercato di parlare di musica, quindi non solo live, ma parlare di musica. Ad esempio tutte le problematiche che concernono questo mondo, perché è un mondo molto bello, ma anche tanto difficile a volte; quindi, abbiamo voluto cercare di valutare tutte le opzioni in ambito musicale: si è parlato di come sopravvivere di musica non facendosi mangiare dalle grandi agenzie, tutte tematiche legate all’ambito musicale. E poi alla fine c’è stato un live, in questo caso gli incontri sono stati chiusi ogni sera da uno showcase esclusivo con Tara, Lodo Guenzi (Lo Stato Sociale) e Maurizio Carucci (Ex-Otago). È stata un a cosa che è piaciuta molto, e sicuramente la riproporremo. Non è escluso che la riproporremo anche durante l’anno.
Calato il sipario sulla 14° edizione del Festival, la macchina organizzativa non si ferma, ma anzi, già si pensa alla prossima edizione perché dietro ad un evento di questa portata, c’è dietro un lavoro che si sviluppa per un intero anno:
Beh io ho già iniziato! Ho finito, ho chiamato già gli assessori, abbiamo fatto il punto. Da settembre iniziamo subito a pensare all’organizzazione della prossima edizione. Poi il lavoro vero si fa da gennaio. Dall’anno nuovo inizi in maniera importante a lavorarci.
E mentre si pensa già ad allestire il cartellone della 15° edizione del Riverock Festival, l’associazione Riverock si concentra ora sugli eventi già in programma per la stagione invernale. Numerosi gli appuntamenti, sempre caratterizzati dalla trasversalità della proposta: si parte il 24 ottobre con la tappa del tour “opera rap” di Anastasio all’Urban di Perugia, e poi il 25 ottobre al teatro Lyrick il concerto di Nicolò Fabi. L’Urban ospiterà poi Mezzosangue il 7 novembre e The Zen Circus il 29 dicembre. Sul palco del Lyrick, invece, si prosegue con i Negrita il 29 novembre e poi, nel mese di dicembre, appuntamento con Noemi lunedì 01 e Edoardo Bennato domenica 07.
Tanti appuntamenti, dunque, e tanto lavoro per lo staff dell’associazione Riverock, che continua a crescere con nuovi progetti e ambizioni. Ma se Gabriele Fabbrizi dovesse guardarsi indietro e rivolgersi a quei ragazzi che, 16 anni fa, diedero vita a questa avventura, che cosa direbbe loro e cosa a se stesso?
Direi loro che hanno fatto la cosa giusta e di continuare così perché credere nei sogni è la cosa che ci tiene uniti! Quindi direi esattamente questo! Ma io a Gabriele di 14 anni fa gli avrei dovuto dire di entrare qualche anno prima in Riverock: io ho iniziato qualche anno dopo, eravamo amici e Jacopo e Daniel piano piano mi hanno coinvolto e sono stato travolto!
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